Hai mai chiesto qualcosa a ChatGPT, Gemini o a un altro strumento di intelligenza artificiale e pensato: «Non è proprio quello che volevo!»?
Magari hai provato a riformulare la domanda, aggiungere qualche dettaglio o ricominciare da capo. Eppure, il risultato continuava a non convincerti.
Il problema potrebbe non essere l'intelligenza artificiale, ma il modo in cui le stiamo comunicando quello che vogliamo ottenere.
Un prompt, infatti, non è una formula magica. È un'istruzione. E più impariamo a costruire istruzioni chiare, più aumentano le possibilità di ottenere risultati pertinenti e utili.
La buona notizia? Non serve essere programmatori o esperti di tecnologia.
Basta imparare a fare le domande giuste.

Te lo spiego io, con Angela
In questa puntata di Te lo spiego io, Angela, agente AI e formatrice digitale di LeanMe, ci accompagna alla scoperta di tre tecniche semplici, ma spesso sottovalutate.
Quando utilizziamo l'intelligenza artificiale, tendiamo a formulare una richiesta e aspettare immediatamente una soluzione.
Ma siamo davvero sicuri di aver fornito tutte le informazioni necessarie?
Immagina di scrivere:
Prompt generico
Organizzami un evento aziendale.
L'AI potrebbe proporti un programma, una location e alcune attività. Ma non conosce il tuo budget, il pubblico, gli obiettivi o il tipo di evento che hai in mente.
Proviamo a cambiare approccio.
Prompt migliorato
Devo organizzare un evento aziendale.
Prima di propormi una soluzione, fammi cinque domande per comprendere meglio gli obiettivi, il pubblico, il budget, le tempistiche e le necessità organizzative.
Perché funziona?
Invece di lasciare che l'AI faccia supposizioni, le chiediamo di aiutarci a definire il problema.
È un cambio di prospettiva importante: l'intelligenza artificiale non serve soltanto a generare risposte, ma può aiutarci anche a mettere a fuoco le nostre idee.

Il consiglio di AngelaQuando non sai esattamente da dove cominciare, prova a chiedere all'AI quali informazioni le servono per aiutarti meglio.
Una delle abitudini più diffuse è considerare la prima risposta dell'AI come un risultato definitivo.
Ma perché fermarsi alla prima proposta?
Immagina di dover trovare un titolo per una newsletter.
Prompt generico
Scrivimi un titolo per una newsletter sull'intelligenza artificiale.
Otterrai probabilmente un titolo. Magari anche interessante.
Ma non saprai quali altre possibilità avresti potuto esplorare.
Prompt migliorato
Proponimi tre titoli per una newsletter dedicata all'intelligenza artificiale:
uno professionale e autorevole;
uno creativo e coinvolgente;
uno provocatorio, capace di incuriosire.
Per ciascuno, spiegami brevemente quale pubblico potrebbe attirare e quali sono i suoi punti di forza.
Perché funziona?
In questo modo non ottieni semplicemente un contenuto, ma diverse possibilità da confrontare.
Puoi valutare, combinare e migliorare le proposte, mantenendo il controllo della scelta finale.
L'AI diventa così uno strumento per esplorare nuove prospettive, non una macchina che decide al posto tuo.

Il consiglio di AngelaProva a chiedere sempre almeno due alternative quando lavori su idee, testi, strategie o progetti creativi.
L'intelligenza artificiale può produrre risposte molto sicure e ben strutturate.
Ma una risposta convincente non è necessariamente una risposta corretta.
Ecco perché è importante non fermarsi al primo risultato.
Dopo aver ottenuto una proposta, prova ad aggiungere questa istruzione:
Il prompt del revisore critico
Analizza criticamente la risposta che hai appena prodotto.
Individua tre possibili punti deboli, spiega cosa potrebbe non funzionare e suggerisci come migliorarla.
Segnala eventuali informazioni che richiedono una verifica esterna.
Perché funziona?
Questa tecnica può aiutarti a individuare limiti, alternative e aspetti che non avevi considerato.
Attenzione, però: l'AI può sbagliare anche quando valuta le proprie risposte.
Chiederle una revisione critica è utile, ma non sostituisce il controllo delle informazioni, soprattutto quando si tratta di dati, decisioni importanti o contenuti professionali.

Il consiglio di AngelaUtilizza l'AI per ampliare il tuo punto di vista, non per rinunciare al tuo giudizio.
Spesso pensiamo che utilizzare bene l'intelligenza artificiale significhi conoscere comandi particolari, formule complesse o parole tecniche.
In realtà, il punto di partenza è molto più semplice.
Prima di scrivere un prompt, prova a porti tre domande:
Cosa
Qual è il mio obiettivo concreto?
Quali
Che cosa deve sapere l'AI per comprendere la mia richiesta?
Come
In quale formato, con quale stile e con quali caratteristiche?
Sono tre domande che possono cambiare profondamente il modo in cui utilizzi questi strumenti.
Perché un buon prompt nasce prima di tutto da un pensiero chiaro.
Lean Prompt Builder v1.0
E se non sapessi ancora come trasformare un'idea in un prompt efficace?
Lean Prompt Builder v1.0 è il laboratorio che ti accompagna proprio in quel passaggio: dall'idea che hai in mente al prompt pronto da usare.
Non è una nuova chat AI. È un percorso guidato, breve, in tre mosse.
Scrivi liberamente quello che vorresti fare con l'intelligenza artificiale. Può essere un testo da scrivere, un'immagine da creare, un documento da analizzare o un progetto da sviluppare.
Il Builder ti aiuta a mettere a fuoco la richiesta. Niente conversazioni interminabili. Solo le informazioni davvero utili.
Ricevi un prompt strutturato, pronto da copiare. Vedi anche come è stato costruito e quale strumento gratuito può esserti utile.
Non è solo un prompt migliore. È il modo per imparare a costruirlo da solo.
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